Archivio mensile:aprile 2015

Io sostengo la persona al Centro

Campagna di raccolta fondi in favore dei malati di sclerosi multipla, promossa dalla Sezione AISM di Roma

In occasione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, dal 3 al 10 maggio, la Sezione AISM di Roma, promuoverà la campagna di raccolta fondi “Io sostengo la persona al Centro”, che resterà attiva per tutto il mese di maggio.

E’ possibile sostenere l’iniziativa anche con soli 5 euro, facendo la propria donazione cliccando sul seguente link: http://buonacausa.org/cause/io-sostengo-la-persona-al-centro#.VT-CnlHnb7M.facebook

Il Centro AISM “Rita Cacciarelli”, attivo presso la Sezione AISM di Roma in Via Cavour 179/a, fornisce ospitalità diurna, orientamento, momenti di socializzazione e informazione; offre occasioni di vita comunitaria, stimoli e possibilità di attività occupazionali e ricreativo/culturali, di mantenimento dell’autonomia individuale e attività socio/culturali.

Attualmente il Centro accoglie circa 30 persone con sclerosi multipla, due volte a settimana, il nostro obiettivo con la campagna di sottoscrizione “Io sostengo la persona al Centro” è quello di raggiungere la somma di 5.000€ al fine di garantire una terza giornata settimanale di apertura, dedicata alle persone con SM di età giovane – adulta che vivono situazioni di disagio o sono a rischio esclusione sociale.

Alcuni esempi di come verranno utilizzati i fondi raccolti:

  • 50€ per assicurare una giornata di trasporti, da e per il centro, con mezzi attrezzati
  • 100€ per garantire un incontro di supporto psicologico
  • 250€ per l’acquisto di materiali tecnici necessari alle attività di psicomotricità e shiatsu
  • 500€ per realizzare un laboratorio creativo, finalizzato al mantenimento delle abilità funzionali (ex corso di ceramica), della durata di 5 mesi.

Bologna: la dotta, la rossa, la grassa e… la cattolica

Un weekend nel capoluogo emiliano e sui colli circostanti. Fino al 3 maggio, i festeggiamenti per i 70 anni della liberazione

Se  Roma è nota come “la città Eterna”, Venezia come “la Serenissima” e Firenze è “la Bella”, Bologna di soprannomi ne ha tre: “la Dotta, la Grassa, la Rossa”. La Dotta si riferisce alla sua università, la prima del mondo occidentale, istituita nel 1.088; la Grassa per la sua tradizione gastronomica (tortellini, ragù, tagliatelle sono prodotti ben noti in tutto il mondo e il cui semplice nome fa salire l’acquolina a chiunque…); la Rossa, infine, assume diverse connotazioni: il riflesso dei mattoni con i quali fin dal medioevo sono stati costruiti torri e palazzi,  il colore di  Ducati e Ferrari e per la sua storia politica, che la vede storicamente vicina agli ambienti della sinistra e dei partigiani (basti pensare a Piazza dei Martiri 1943-1945 o a Piazza Caduti del 19 luglio 1943). Ma Bologna e i suoi dintorni vantano anche interessanti testimonianze di architettura cattolica.

Dedichiamo il sabato a visitare il centro storico della città. Il venerdì e il sabato, dalle 6:30 alle 20:30 circa, si tiene il Mercato della Piazzola al Parco della Montagnola, in zona stazione Centrale, con oltre 400 bancarelle di ogni tipo. In queste settimane, però, il mercato si tiene ai piedi del parco, perchè, fino al 3 maggio, nell’area del Parco della Montagnola si tiene la festa per i 70 anni della liberazione dell’Italia dal regime nazi-fascista, con bancarelle e stand di prodotti tipici di tutte le regioni italiane.

Parco della Montagnola

La piazza principale della città è Piazza Maggiore,  sulla quale si affaccia la Basilica di San Petronio, la chiesa gotica simbolo della città, sesta chiesa cristiana più grande in Europa e quarta più grande d’Italia dopo San Pietro a Roma, il Duomo a Milano e il Duomo di Firenze. Intorno a San Petronio si trovano alcuni palazzi duecenteschi. Tra questi il più interessante è senza dubbio Palazzo del Podestà, poichè sotto alla torre dell’Arengo si trova un voltone sorretto da quattro pilastri che vanno a formare altrettanti angoli. Grazie alla forma della struttura, nota come voltone del podestà, si crea un effetto acustico particolare secondo il quale se si parla con il volto rivolto verso il muro in uno dei 4 angoli, la persona all’angolo opposto, sempre con il viso rivolto al muro, sente cosa è stato detto. Un po’ come parlare al citofono. Sempre nelle vicinanze, si trova la Piazza del Nettuno, con la celebre fontana del Nettuno del Giambologna, alla cui sinistra inizia via Rizzoli, in fondo alla quale si ergono le due torri più famose della città. In epoca medievale le torri erano ben 180, ma oggi ne restano solamente 2, la Garisenda e la Torre degli Asinelli, alta 97,20 metri e visitabile, se non temete i suoi 498 scalini… Molto interessante è anche la basilica di Santo Stefano, nota come il complesso delle “Sette Chiese”, un intreccio di ben sette edifici di culto, sorprendentemente incastonati l’uno nell’altro.

Fontana del Nettuno

La domenica, invece, la dedichiamo alla visita dei dintorni della città, in particolare al Santuario della Madonna di San Luca, che sorge  sul Colle della Guardia. Il santuario è raggiungibile da porta Saragozza attraverso una caratteristica via porticata, con 666 archi e 15 cappelle con affreschi. Si tratta del portico più lungo al mondo (3,796 km, dei quali 2,276 km in salita), e rappresenta il “serpente”, ossia il Demonio, sia per la sua forma e il numero degli archi, sia perché, terminando ai piedi del santuario, ricorda la tradizionale iconografia del Diavolo schiacciato dalla Madonna sotto il calcagno.

Giardini Santuario Madonna di San Luca

Termini Underground: Noi, i ragazzi della Stazione Termini, verso il Teatro Brancaccio.

Dieci anni raccontati con la musica la danza e le parole da una generazione che non ha voluto rinunciare ai suoi sogni.

Nella saletta ex Dopo Lavoro Ferroviario della Stazione Termini, diventata per tutti Termini Underground, avviene l’esperimento rivoluzionario che il 29 aprile alle 21, porta sul palcoscenico del Teatro Brancaccio 50 ragazzi tra ballerini attori e musicisti, con la direzione artistica di Angela Cocozza. Lo spettacolo racconta la storia vera di una banda giovanile formata per lo più da ragazzi di origine straniera, con un talento particolare per la danza, che incrocia il percorso di una coreografa con la quale, per curiosità reciproca, accettano la sfida di incamminarsi in un percorso artistico comune. Partendo dal Teatro del Lido di Ostia, passando per l’Accademia Nazionale di Danza, il teatro Vascello, il Palladium, l’Auditorium Parco della Musica, fino ad arrivare allo spettacolo al Brancaccio di Roma la crew di Termini Underground ha condiviso le storie del mondo dell’Hip Hop con i suoi esponenti e i suoi ideali, i suoi luoghi e le sue espressioni.

La narrazione avrà come filo conduttore i tanti spettacoli ed esibizioni che la crew ha messo in scena in questi 10 anni, dallo spettacolo Aeneas, alla pellicola cinematografica Balla con noi, al documentario Termini Underground presentato al Festival del Cinema di Roma, il tutto miscelato alle storia di vita dei ragazzi. Si metterà in scena il mondo giovanile dell’Hip Hop che, con i suoi linguaggi e con i suoi artisti più rappresentativi, è riuscito a creare legami ed interazioni con altri linguaggi corporei e musicali per lanciare un messaggio a sostegno di tutti quei giovani talenti che per diversi motivi rischiano di essere esclusi dalla società a cui pure appartengono. E’ una storia d’integrazione diversa, che ha scelto la via dell’interazione. E’ la storia anche dei tanti no detti a chi nei ragazzi vedeva solo degli immigrati di seconda generazione e non il loro talento, con l’esigenza di essere trattati e considerati come gli altri e non come una specie protetta.

Sul palco anche i De Klan, crew pluricampione d’Italia che con Termini Underground ha un legame speciale e Juru artista ( cantante/rapper, ballerino) di origini ruandesi leader della band FKM con il compositore funk Lazy Cat. Insieme ai ragazzi di Termini, poi, il compositore polistrumentista di Stefano Saletti che con la sua musica da sempre rappresenta uno dei migliori esempi di contaminazione tra generi e sonorità.

 

Il 10 maggio a Nemi, presentazione dei risultati della ricerca “I Vini dei Castelli Romani”

L’indagine, realizzata dall’Università di Tor Vergata di Roma, verrà presentata nell’ambito della manifestazione Borgo DiVino

Il 10 maggio a Nemi, nell’ambito della manifestazione Borgo DiVIno organizzata da CastelliExperience, verranno presentati i risultati della ricerca “I Vini dei Castelli Romani”, realizzata dal dal orso di Laurea Magistrale in “Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici”  dell’Università Tor Vergata di Roma. La presentazione si terrà domenica 10 maggio a Palazzo Ruspoli a Nemi (RM).

La ricerca “I Vini dei Castelli Romani” ha analizzato il rapporto esistente tra il territorio castellano e la produzione vitivinicola, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. Alcuni dati sono sorprendenti: ai Castelli Romani il 53% del terreno agricolo complessivo è destinato alla viticoltura e l’80% della produzione vinicola del Lazio a marchio DOCG è realizzata nel territorio castellano. I risultati completi dello studio saranno presentati nel corso di una conferenza che si terrà domenica 10 maggio alle 15.00 presso le sale di Palazzo Ruspoli. Nell’area della manifestazione, invece, tra le strade del centro storico di Nemi e gli stand delle varie cantine partecipanti, sarà possibile seguire un percorso formativo lungo il quale visualizzare in forma grafica e testuale gli elementi salienti della ricerca.

L’ingresso alla manifestazione Borgo DiVino è gratuito. Gli stand e le degustazioni aprono sabato 9 maggio dalle 11.30 alle 22.00 e domenica 10 maggio dalle 10.30 alle 21.00.

Quasi 100 lupi in ferro con fauci insanguinate alla Biennale Arte 2015 di Venezia

Con Friendship Project – China, lupi in ferro a grandezza naturale che corrono verso la Pietà di Michelangelo. Il grido dell’artista cinese Liu Ruo Wang per denunciare gli attacchi alla religione cattolica e all’arte

Alla Biennale Arte 2015 di Venezia, è arrivato un branco di lupi feroci con zanne insanguinate nel padiglione ufficiale di San Marino. Si tratta della maxi istallazione dell’artista cinese Liu Ruo Wang, che esporrà nell’ambito di Friendship Project – China, sodalizio artistico culturale tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica Popolare di Cina, e che ha sancito il ritorno dello stato di San Marino come espositore alla manifestazione. L’opera di Liu Ruo Wang si trova presso lo Spazio Telecom Italia Future Centre, che verrà inaugurato il 6 maggio alle ore 16:00. Per il trasporto dell’enorme opera d’arte, è stato necessario l’impiego di tre camion porta contenitori, due camion centinati tre imbarcazioni per il trasporto acqueo a Venezia.

Un branco di quasi cento lupi in ferro realizzati a grandezza naturale, con le enormi fauci aperte e insanguinate, che corrono verso una riproduzione della Pietà di Michelangelo. Questo vuole rappresentare da un lato una denuncia contro chi attacca e distrugge l’arte, dall’altro una condanna contro le persecuzioni religiose, una denuncia quanto mai importante soprattutto perché fatta da un artista cinese che fa suo il grido di dolore di Sua Santità Papa Francesco sul colpevole silenzio del mondo.

Liu Ruo Wang è nato nel 1977, a Jia County, nella provincia di Shanxi, China e si è laureato alla Central Academy of Fine Arts di Beijing nel 2005. Le sue opere sono tutte molto diverse tra loro, ma accomunate da una forte energia virile. Un’esplosione di forza che parte dalle città industrializzate di oggi, e va alla ricerca di una coscienza originale e pura, un sentimento molto sentito nel popolo cinese che, dopo l’improvviso aumento della forza economica cinese, sta vivendo un momento delicato, a cavallo tra la rinascita e la perdita di valori.

“Friendship Project – China”, curato da Vincenzo Sanfo, organizzatore di fama internazionale, e già curatore della Biennale di Pechino e il progetto che segna il ritorno dello Stato di San Marino alla Biennale Arte 2015 di Venezia dopo alcuni anni di assenza. L’iniziativa prevede di accomunare agli artisti sammarinesi gli artisti cinesi, creando una sorta di gemellaggio artistico – culturale tra una delle più piccole e una tra le più grandi repubbliche del mondo, la Repubblica Popolare di Cina. Il progetto vuole porre l’accento sulla necessità di collaborazione e dialogo tra i popoli, argomento quanto mai di grande attualità visti i tempi in cui viviamo, agitati da una forte incomunicabilità, politica, sociale, economica, religiosa e culturale. “Friendship Project” verrà riproposto nelle prossime edizioni collaborando con la Russia nel 2017 e con gli Stati Uniti d’America nel 2019.

Viaggi nell’antica Roma, tra il Foro di Augusto e il Foro di Cesare

Per il 25 aprile, due suggestivi percorsi notturni per rivivere la storia della Roma antica

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno, il “Foro di Augusto” torna dal 25 aprile e si amplia il progetto di valorizzazione dei Fori Imperiali con una nuova emozionante tappa nel “Foro di Cesare” a cura di Piero Angela e Paco Lanciano.

Un’insolita passeggiata notturna nel cuore dei Fori Imperiali proseguirà il viaggio nella storia dell’antica Roma avviato lo scorso anno con il progetto di Piero Angela e Paco Lanciano nel “Foro di Augusto”. Un’iniziativa che ha raccolto un successo straordinario con 110.000 spettatori e 563 repliche ed ha ottenuto reazioni entusiaste da parte del pubblico proveniente da ogni parte del mondo. A partire dal 25 aprile è infatti possibile rivivere l’appassionante viaggio nella storia del “Foro di Augusto” e intraprendere un nuovo, entusiasmante viaggio all’interno dei Fori Imperiali, passeggiando tra i resti del “Foro di Cesare”. Il pubblico può accedere all’area archeologica dopo aver attraversato la galleria sotteranea dei Fori Imperiali, aperta per la prima volta dopo gli scavi del secolo scorso.

Due storie e due percorsi nell’antica Roma da vivere separatamente ma anche in forma combinata nella stessa serata o in due serate diverse.

Per il “Foro di Augusto” sono previste tre repliche alle 21, alle 22 e alle 23 mentre per il “Foro di Cesare” sarà possibile accedere ogni 20 minuti dalle 20,30 alle 23,50 comprese.

Barocco a Roma. La meraviglia delle arti

Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla. Roma, 1 aprile – 26 luglio 2015

Dal 1 aprile al 26 luglio 2015 Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla presenta una ambiziosa operazione culturale che ha il suo principale centro propulsore nella mostra Barocco a Roma. La meraviglia delle arti.

La mostra presenta al pubblico quasi 200 opere – tra dipinti, sculture, disegni, medaglie e oggetti – dislocate e contestualizzate in uno spazio visivo ispirato alle inquiete architetture del Borromini; una cornice di grande suggestione, che rispecchia la tradizionale cura del Museo per gli allestimenti.

La rassegna vanta importanti prestiti concessi dai più autorevoli musei del mondo, tra cui: Musée du Louvre e Mobilier National et des manufactures des Gobelins di Parigi, Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, Kunsthistorisches Museum e Albertina Museum di Vienna, Museo Nacional del Prado di Madrid, Staatliche Museen di Berlino, Victoria & Albert Museum di Londra, Musei Vaticani, oltre ai principali istituti museali italiani (Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Barberini, Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Corsini, Galleria Borghese, Galleria Spada, Musei Capitolini, Palazzo Chigi in Ariccia, Galleria degli Uffizi, Museo Nazionale del Bargello, Museo Nazionale di Capodimonte).

Roma, Fondazione Roma Museo – Palazzo Cipolla (via del Corso, 320)

1 aprile – 26 luglio 2015
Orari

lunedì ore 15.00 > 20.00;  dal martedì al giovedì e domenica ore 10.00 > 20.00; venerdì e sabato 10.00 > 21.30

La biglietteria chiude un’ora prima