URBS PICTA, la Street Art a Roma

Presso il Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, le fotografie di Mimmo Frassineti

E’ stata inaugurata oggi, mercoledì 28 ottobre, al Museo Carlo Bilotti, la mostra Urbs Picta – la Street Art a Roma, con fotografie di Mimmo Frassineti, a cura di Alberta Campitelli, mentre il progetto di allestimento è di Enrica Scalfari. La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata dall’agenzia AGF e supportata da Acea.

Palazzi, viadotti, muri di cinta, interi lotti di case popolari, pareti anonime trasformate in arte accessibile dalla strada, capace di raggiungere le persone superando la barriera per la quale la metà degli italiani non frequenta mostre né musei.

Murale  su un edificio della direzione Atac che si affaccia sul ponte Settimia Spizzichino al quartiere Ostiense. L'opera, dello street artist berlinese Clemens Behr, è stata promossa da Roma Capitale, Atac, Ambasciata tedesca e Galleria 999.
Murale su un edificio della direzione Atac che si affaccia sul ponte Settimia Spizzichino al quartiere Ostiense. L’opera, dello street artist berlinese Clemens Behr, è stata promossa da Roma Capitale, Atac, Ambasciata tedesca e Galleria 999.

Un’arte pubblica, parzialmente acquisita alla legalità, promossa da gallerie e associazioni culturali e supportata dall’Amministrazione Comunale. Operano poi negli spazi cittadini artisti e associazioni che si appropriano dei muri senza chiedere il permesso e non intendono dialogare con le istituzioni. Arte pubblica anch’essa, ma illegale per ideologia e storia. Nella mostra i due orientamenti, legale e illegale, si confrontano. È illustrato il percorso di un linguaggio artistico, per sua natura trasgressivo, verso l’istituzionalizzazione o, all’opposto, la scelta di continuare a operare in una dimensione alternativa.

Uno scenario complesso in una città diventata uno dei poli della Street Art. Solo qualche anno fa ad essere menzionato era quasi esclusivamente l’Ostiense – tuttora cuore dell’arte urbana. Ma oggi molti altri quartieri ne seguono l’esempio: San Lorenzo, Prenestino, Garbatella, Marconi Tiburtino, Trastevere, Nomentano, Vigne Nuove, Monte Mario, Manzoni, Quarticciolo, Tor Sapienza, Casilino, Quadraro, San Giovanni, San Basilio, Talenti, Torpignattara, Borghesiana, Casalbertone, Pigneto, Testaccio, Vigna Clara, Trionfale.

25/05/2015 Roma, via delle Vigne Nuove. Il murale ' Rivoluzione bolivariana ' degli artisti venezuelani Rommer, Ronald, Javier e Wolfgang.
25/05/2015 Roma, via delle Vigne Nuove. Il murale ‘ Rivoluzione bolivariana ‘ degli artisti venezuelani Rommer, Ronald, Javier e Wolfgang.

Murali colorano le stazioni della Metro e i piloni della Sopraelevata. La Street Art, grazie anche alla sua consueta onumentalità, cambia la percezione dello spazio urbano, di quella città, soprattutto, che è fuori dalle Mura Aureliane, o addirittura dal Grande Raccordo Anulare, dove non ci si aspetta d’imbattersi in opere d’arte e la loro presenza, per di più così prepotente, innesca una sorpresa, un corto circuito mentale, un capovolgimento di orizzonte. Il pubblico non è selezionato, per cultura o per classe sociale, come nei musei: è quello degli abitanti del quartiere, dei passanti, degli automobilisti, della gente che osserva i dipinti dal finestrino dell’autobus, o, talvolta, che si muove apposta per andarli ad ammirare.

08/05/2014 Roma. Stazione Spagna della Metro A. Opere di sei street artist francesi realizzate a titolo gratuito per riqualificare uno spazio urbano di grande transito. Murale di Seth
08/05/2014 Roma. Stazione Spagna della Metro A. Opere di sei street artist francesi realizzate a titolo gratuito per riqualificare uno spazio urbano di grande transito. Murale di Seth

Alla molteplicità dei luoghi corrisponde quella degli stili, dei contenuti, dei messaggi – sempre legati alle convinzioni dell’artista e alla sua esigenza di libertà espressiva – che spaziano dalla elaborazione fantastica al pacifismo, all’ambientalismo, alla protesta e alle lotte sociali. Il percorso fotografico tocca luoghi non sempre accessibili, come alcuni centri sociali, inoltre documenta lavori, anche recenti, che non esistono più. Accade che sullo stesso muro si succedano più interventi, ciascuno dei quali cancella il precedente. Ristrutturazioni, demolizioni, intemperie sono altri fattori di rischio. Si affaccia ormai la convinzione che l’arte urbana debba essere tutelata e conservata, ma resta un elemento d’incertezza, di gioco con l’effimero, connaturato a questa forma espressiva.

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